Profil de Tommaso:: SOLID ToM ::PhotosBlogListesPlus ![]() | Aide |
|
|
Spleen
Proprietà transitiva e filosofia zen"Slow is smooth and smooth is fast. So slow is fast." Cioè A=B, e B=C, quindi A=C. Un paradosso non così paradossale come sembra. Grandissimo pensiero. Una rielaborazione di "chi va piano va sano e va lontano". Devo ricordarmene più spesso, quando mi perdo nei meandri delle mie meditazioni e scalpito come un toro nell'arena. Tutte le cose buone che ho ottenuto da me le ho ottenute affrontando le situazioni con calma, prendendomi il mio tempo, e regolarmente mettendoci meno tempo di quanto preventivato. Tutte le decisioni che ho preso a testa bassa non mi hanno portato soddisfazione se non effimera, e nessun buon risultato duraturo. Evidentemente, NON sono un istintivo. Spesso sono tenace ma non paziente. Perseverante ma non temperante. Devo (re)imparare la pazienza. Perché se è vero che "una decisione va presa nell'arco di sette respiri" (cit. Sun Tzu), è anche vero che prima di quei sette respiri devo aver valutato pro e contro. Meglio non cambiare idea mille volte e scegliere solo una volta. Cercare di vivere senza quel fastidioso "what if" che ti tormenta. Cambiare continuamente idea è una cosa che distrugge ogni energia fisica e mentale e distrugge la propria autostima. Parola di volubile. Se mancano sufficienti elementi per valutare, meglio non prendere una decisione. Il rischio è che sia quella sbagliata (cit. Guzzanti). Hardgain. Straightedge. EccellenzaTempo fa diedi su un forum la seguente risposta ad un topic "elenca tre cose per cui valga la pena vivere". 1) Eccellenza 2) Autocoscienza 3) Rapporti umani Sulle ultime due elaborerò in altra sede, forse. Sulla prima, visto che è al primo posto nella mia scala di valori, e visto che da qualche tempo se ne fa un gran parlare con il mio fratellone Jix, spenderei qualche parola in questa sede. Sperando di non risultare eccessivamente noioso. Ho 31 anni. Di occasioni per fare cose magnifiche ne ho perse tante, ormai. Mi conosco un po' (vedi punto due) e so in quali campi sono dotato e in quali carente. Sono paraculo: ho sempre cercato di evitare quelle attività in cui non sono portato (o credo di non esserlo) e di non entrare nelle competizioni in cui so di non poter vincere, o quantomeno gareggiare ad armi pari o meglio ancora con un leggero vantaggio. Mi si potrebbe dare del pusillanime. In realtà amo la mia (poca) autostima e non voglio colpirla più duramente di quanto la vita media di una persona media quale ahimé sono farebbe comunque. Sempre il buon JiX mi definì una volta "power user di ogni cosa". Mai definizione fu più azzeccata: sono anche quello che qualsiasi cosa faccia, sia essa un hobby, il frequentare una persona, un interesse, un lavoro, deve nel giro del minor tempo possibile investirci un botto di risorse psico/fisico/economiche (nel limite di quel che mi è possibile) per tentare di tirar fuori il massimo nel minimo tempo possibile. Poi invariabilmente mi stanco e vado in saturazione e mollo tutto. Ma tant'è. Con tutti questi difetti di cui sopra, che metto in bella mostra e che non ho mai nascosto, c'è una cosa cui non smetterò mai di adire: l'eccellenza. Eccellenza non significa eccellere in senso assoluto. Significa ricercare il massimo dle risultato, nel più breve tempo possibile, con tutti gli sforzi atti a cercare questo risultato, in ogni cosa. Senza accontantarsi. Senza consolarsi. Senza accettare la mediocrità. Eccellenza quindi come eccellere in senso soggettivo: dare il meglio che si ha, a volte anche di più (a volte anche più di quel che ci si può permettere) per raggiungere i proprio limiti soggettivi, o imposti dal mezzo. Ovvio che qualsiasi cosa farai, ci sarà sempre qualcuno che la fa meglio di te. Questa non è una buona ragione per impegnarsi di meno. Se mai, di più. Come dire: se devi fare o scegli di fare una cosa, devi farla al meglio del tuo potenziale. Se no, lascia perdere. Questo giochino può diventare molto pericoloso. Quando si arriva ad una certa età, con certi limiti che cominciano ad essere imposti da condizioni esogene ed endogene quali condizione fisica, responsabilità, limiti economici, 24 ore e basta da vivere ogni giorno, si corre il rischio di rimanere delusi. Si comincia a trovare appetibile l'ipotesi di stabilire traguardi più ragionevoli, risultati più facilmente raggiungibili e mantenibili. Una bella tentazione sì. Ma col cazzo che cedo. Still herePrimo post settembrino. Volevo scriverne uno sul concerto del 2 (Tool e NIN all'Indipendent Days Festival a Bologna) e sulla relativa trasferta in compagnia di JiX, Cape e MaT. Ma ormai il tempo è passato e i ricordi già un po' sbiaditi. Caricherò delle foto, per quello. Invece, scrivo giusto per far sapere al mondo che sono ancora vivo. Se al mondo frega qualcosa, ovviamente. Sono vivo, sono a casa nuova. Sono confuso e all'opera come sempre da qualche tempo a questa parte. Sto tutto sommato bene, fisicamente e psicologicamente. La svolta di settembre c'è stata, dopo l'agosto nero. Ebbene sì. La ruota prima o poi gira. L'importante è non farsi tirare sotto. Andatevi a vedere le foto del concerto, in attesa che abbia qualcosa di interessante da scrivere. E ah! Siete tutti invitati a cena a casa mia, quella nuova. Postate qui sotto e mettiamoci d'accordo. August strikes back.Appena sabato sera, in uno scambio di messaggi con JiX ci dicevamo soddisfatti di aver superato eccellentemente (con spirito, diciamo, sufficientemente straightedge) la prova di questo agosto di merda, come se non più di tanti altri. Ebbene alcuni eventi giungono a sbugiardarmi(ci), mettendomi(ci) di fronte ancora tanti begli escrementi da pappare. E va bene. Sopportiamo. Teniamo le posizioni. Cerchiamo persino di avanzare un pochino. Certo è che, se smettesse di piovere, già intravedrei un margine di miglioramento. A risentirci a settembre. Prima di allora, meglio non scrivere nulla. Per scaramanzia, diciamo. Corsi, ricorsi e non vinsi maiLa vita è fatta di compromessi. Accettiamolo. Somehow damagedManca un pezzo di me, oggi. Ma la strada è tracciata e si prosegue. Non si sa mai, mi piace pensare che si possa sempre avere una seconda chance. Hold on. Straight Edge. Hardgain. Filosofia da spiaggiaAcchiottati sulla spiaggia a prendere il sole, si discute di relazioni umane e di massimi sistemi. LUI: "Sembra come se XYZ temesse il mio giudizio..." LEI: "Infatti lo teme moltissimo. Perché XYZ ha grande stima di te, me lo dice sempre." LUI: "Hm..." LEI: "?" LUI: "Ci fo un cazzo con la stima della gente..." LEI: "Come sarebbe scusa? Non è una cosa bella essere stimati dagli altri?" LUI: "In assoluto, sì. Però c'è un sacco di gente che campa collezionando la stima altrui per mera gratificazione. Alla fine, con la stima di un semisconosciuto non ci fai un cazzo..." LEI: "Non ti seguo..." LUI: "Quel che mi interessa non è essere stimato da tutti, piacere a tutti. Se mai, mi interessa essere stimato e piacere alle persone importanti, essere importante per loro..." LEI: "..." LUI: "Io, per dire, scambierei volentieri 100 persone che mi stimano per una solamente per cui sono importante." LEI: "Sì..." LUI: "E scambierei 100 persone per cui sono importante per una per cui sono veramente fondamentale." LEI: "Fondamentale?" LUI: "Fondamentale, indispensabile... Puoi essere molto importante, ma raramente sei indispensabile. Capisci quel che intendo?" LEI: "Sì, ho capito." LUI: "E non sei d'accordo?" LEI: "Sì." Big thursdayInsperate aperture sul lavoro. Buoni affari in vista. Un invito mandato senza convinzione raccolto con entusiasmo inaspettato. Busta paga incassata. Risate all'ora di pranzo. Uscita serale con cena tranquilla. Ma che ci frega del cinema? Niente. Andiamocene al lago. Sonno dei giusti. Al mattino, un messaggino che ti aspetta per darti il buongiorno. Non sta andando così male. Hardgain. Straightedge. Questo weekend
Potevo avere entrambe...e invece non ne avrò nessuna. In buona parte è una mia scelta. O almeno, mi piace raccontarmelo. E' pur vero che è meglio così. Anche di questo, mi piacerebbe convincermi. E' anche vero che non si può mai dire. Ma se mi conosco, quando è finita è finita. Anzi, non è nemmeno cominciata. E vabbeh, si va avanti. Sai tu quanto c'è da fare, ancora... Per aspera ad astra ToM v.2.2Troppe distrazioni. Rimaniamo concentrati verso la méta. Straight Edge. Hardgain. Si ricomincia da oggi. Pros & ConsTre cose negative del weekend appena trascorso: 1) Il caldo. Aberrante. 2) La serata priva di senso di sabato sera, in mezzo a un mare di gente. 3) Ho tenuto il muso troppo a lungo. Un po' era lecito, troppo è stata scortesia. Tre cose buone del weekend appena trascorso: 1) Un aperitivo in scioltezza con una grande amica. 2) Il sole di domenica mattina, in giardino. 3) Una domenica sera di risate, che ha rimesso a posto un po' di equilibri. Blood, Sweat, Pain & InkLopez è stata l'unica ad avermi dedicato un pensiero, alla vigilia dell'evento. Non che fossi particolarmente impensierito dall'impresa, devo dire... ma insomma, un minimo d'ansia ci stava. Erano anni che volevo farlo. Ma il mio personaggio, il ToM v1.0, quello che rifiutava ogni estetismo ed ogni concessione alla propria persona, quello tutto spocchiosa e inutile sobrietà, lo impediva. E' toccato scalpellare via pezzo per pezzo quella resistenza per riuscire a fare il grande passo. Sabato mattina ero più confuso che altro. E' stato un bene, perché c'è stato da aspettare. Nel frattempo che aspettavo, mi godevo l'atmosfera. Non mancava nulla di quel che ti aspetteresti di trovare in una botteghina artigianale di tatuatori. Un serpente. Un iguana. Molte foto prese in posti esotici e lontani e pieni di gente incredibile (compresi i due tizi dello studio, i più incredibili di tutti forse). Maschere tribali. Disegni. Dipinti. Svariate cianfrusaglie. Faccio conoscenza col tizio seduto a fianco a me. 45 anni circa, un tatuaggio vecchio e brutto da coprire. Accompagnato dalla moglie, che lo sarebbe passato a riprendere. Non sembrava troppo contento di stare lì. Ammazzo il tempo leggendo riviste. Il cliente prima di me, una bella ragazza di colore, finisce e se ne va. Conosco l'uomo che dovrà "operarmi", un pazzo tedesco minuscolo e scleratissimo con una risata troppo divertente, che parla pochissimo inglese e che le uniche parole in italiano che sa pronunciare sono bestemmie, colorite come i suoi avambracci. Ulteriore pausa per caffé e sigarette. Comincio ad avere una certa ansia... Finalmente, tocca a me. Fino a un istante prima di provarlo addosso, ero convinto che me ne sarei uscito con un disegno sul bicipite. Invece, sta bene sulla spalla, come dicevano loro. Eh sì, quando hanno ragione hanno ragione, ci sta proprio bene. La "mia" creazione, la palla di fuoco rossa che s'attorce su se stessa (tanto furore e fuoco sacro rischiano di voltartisi contro, se vi chiedete quale sia il significato... ma non solo questo...) sta bene proprio là. Si comincia. Gli Aerosmith a palla che escono dallo stereo non bastano a distrarmi quando l'ago tocca la carne la prima volta. Fa male, cazzo! Fa più male di come me l'ero immaginato. Fa male proprio come mi avevano detto che facesse male. I primi 5 minuti, sono di sofferenza vera. Poi, ti abitui, e diventa più un fastidio che altro. Un bel fastidio, ma cominci a entrare nell'atmosfera, nel personaggio, e capisci che sei lì per quello. Non solo per un disegno indelebile sulla pelle, ma per vivere quelle due ore lì, immerso nel ronziò della macchina, nel sudore tuo e suo, nella luce forte che ti arriva in faccia, nell'inchiostro (casualmente nel mio caso color sangue) che dilava sulla pelle. Bei momenti, non c'è niente da fare. Molto maschio. Lo rifarei, senz'altro. Lo rifarò. Due ore dopo, l'opera è completa. Le raccomandazioni del caso, la cura da seguire, l'appuntamento di controllo. Ah, sì... il pagamento. In effetti, mancava qualcosa. Ore 14:15. Sono dolorante, più confuso che all'ingresso e vagamente conscio del fatto che, come volevo peraltro, non mi sono appicciato solo il classico bollino nero col sole o col segno zodiacale in qualche punto invisibile. Ho fatto un tatuaggio VERO. Una cosa importante e impegnativa, a partire dal colore per arrivare al disegno, unico perché autoprodotto. E, in confidenza, vi dico che è anche un piccolo, tenero omaggio a un animo geek che non morirà mai in me. PS: a presto, le foto. Intanto, vi beccate l'iguana. ToM v2.1Lavorare è difficile, concentrarsi pure. Le endorfine prodotte sotto sforzo sono una manna dal cielo. La notte, non si dorme granché. La sera, si ammazza il tempo. Tutti procede (quasi) secondo i piani. E sabato, ci mettiamo un altro tassello. Vado avanti. Maledetti SMS, parte seconda.LUI (21:55): "So che la cena di domani sera salta. Ne approfitto per invitarti a cena io, come risarcimento della colazione mancata di sabato. Non ti faccio fare tardi, giuro. Ti avviso anche per tempo, vedi? Se poi proprio non puoi o non vuoi, non importa, ma prenditi fino a domani per pensarci, ok? Buona notte" LEI (22:20): *squillo* - Notte insonne, causa anche caldo torrido e mal di testa - LEI (08:50): "Buondì, scusa se ti rispondo solo ora ma stavo con pochi soldi. Sono contenta che la cena sia rimandata, perché non sarei potuta venire! Semmai ci si sente più avanti. PS: grazie lo stesso per l'invito, magari facciamo un'altra volta! Ti auguro buona giornata e buon lavoro..." LUI (10:45, dopo lunghe meditazioni): "Prego, per l'invito. Magarì sì, faremo un'altra volta. Mettiamola così: l'invito a cena resta valido, scegli tu se e quando accettarlo. Mi fai sapere, ed io vedo di non essere impegnato. Buona giornata a te. Ci si sente..." LEI (10:45 e pochi microsecondi): *squillo* Morale della favola: non un passo avanti. Magari un passettino indietro. A voce, sarebbe cambiato qualcosa? Forse sì. ToM v2.0 (Lavori in corso)Ebbene sì signori. A quelli che mi conoscono DAVVERO bene non sarà sfuggito il fatto che l'immutabile per eccellenza, l'avatar della staticità e della contemplazione, l'espressione più pura della immobilità zen, il sottoscritto, da un po' di tempo si comporta stranamente... Meno autocompiacenza, più azione. Più energie, più attenzione al prossimo. Meno testardaggine anche, forse. Ebbene sì, ho deciso, senza particolari motivi (niente roba troppo retorica tipo "ho 30 anni e...") che dovevo sistemare alcune cose della mia vita che non mi soddisfacevano. Il mio ispiratore, a sua volta avatar dell'impazienza e del sacro fuoco (e lui sa che mi rivolgo a lui), me lo diceva spesso: lavora per obiettivi. Un passetto alla volta. Dunque, ho cominciato a muovere sti passetti, a pormi delle mete raggiungibili, per non demoralizzarmi subito, e a forzarmi a fare cose che normalmente non avrei mai fatto. E poi, ci ho pure preso gusto. Dunque, adesso sono in una fase positiva. E vedo che la gente intorno a me, quelli che contano, rispondono positivamente. Sento un sacco di buona energia nell'aria. Non vorrei apparire filosofo da baci Perugina, ma mi sembra che il "good vibe" ci sia. Sono anche un po' più ottimista. Anzi no. Meno pessimista, forse. Stiamo un po' a vedere dove mi porterà questo percorso... Grazie intanto per l'attenzione, voi che meritate la mia. Prometto che dopo questo pippone improbabile, il prossimo post sarà incentrato su una delle due cose che mi riescono meglio: umorismo demenziale o critica (?) cinematografica. AH: Andate a vedere Sunshine, cazzo! E' bello veramente! Merita! AH: Andate a vedere pure Mio Fratello è Figlio Unico... non ve lo aspettavate un consiglio del genere eh? Ve l'ho detto che sto cambiando... e comunque, è un bel film pure quello. Sunshine però è MOLTO meglio :P |
|
|