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    Ho visto il futuro...


    ... ed ha questo aspetto. Sembra uscito da un futuro cyberpunk.

    E' così che la tecnologia dovrebbe essere. Semplice. Bella. Funzionale.
    Dovrebbe rendere la vita più piacevole, non complicarla.

    E così mi rendo conto che, da perfetto smanettone informatico, non sopporto che mi si dica cosa fare ma che, al tempo stesso, con spirito umanistico e illuministico, vorrei che davvero le cose fossero più semplici. Meno trasparenti forse ma più semplici. Senza crack, patch, aggiornamenti, virus e rotture di coglioni. Senza che un telefono possa fare milioni di cose inutili e un media player pure.

    Insomma, mi rendo conto che ci siamo mossi per anni sulla strada sbagliata.
    E che Bill Gates, probabilmente in buona fede (almeno all'inizio) non c'ha capito un cazzo.

    Stardust


    Ieri sera ho noleggiato e visto questo titolo.
    Avevo voglia da tempo di vederlo: mi incuriosiva sin da quando è uscito (molto in sordina) al cinema.
    Doveva essere l'evento fantasy del 2007, invece è stato relegato a titoletto estivo.
    C'è da dire che nel mare magno delle produzioni del genere scaturite dall'enorme successo della trilogia LotR, non si sa più dove girarsi. Perlopiù, si tratta di robaccia, e le pellicole salvabili sono davvero poche (potrei forse metterci "Le cronache di Narnia"). Recentemente mi sono visto anche "La bussola d'oro" ed ho resistito difficilmente alla tentazione di abbandonare la sala.

    Insomma, la moda del fantasy ha già esaurito il filone di tutte le buone idee.
    E' per questo motivo che questo Stardust mi era sembrato interessante: premesse un po' diverse dal solito. Un'avventura fantasy romantica sul genere dell'insuperabile "Princess Bride" di Rob Reiner.
    Per fortuna, non mi ero sbagliato.

    Il film è delicato e grazioso, davvero piacevole. Divertente, misurato, a volte un po' tongue-in-cheek come umorismo ma mai noioso. Scontatissimo, com'è ovvio per una storia del genere, ma ciononostante veramente gradevole. Realizzato molto bene senza eccessivo dispendio di fantasmagorica e inutile CGI (quella che c'è è di ottima qualità comunque). Pregevoli davvero i costumi e l'ambientazione a metà strada fra il vittoriano e il fantasy puro. Molto buone le interpretazioni, sia dei protagonisti che delle comparse e dei comprimari. Simpaticissimo il personaggio di Robert DeNiro. Ottime anche le musiche. Splendida la fotografia dei verdi bellissimi paesaggi inglesi.

    Mi ha fatto venire in mente alcune altre pietre miliari del genere: Legend di Ridley Scott, il succitato Princess Bride di Reiner e Willow di Ron Howard. Che sono tutti e tre a mio avviso piccoli capolavori di intrattenimento. Dunque, per me promosso a pieni voti.
    Ci sta anche un po' di sano romanticismo, il che favorisce la visione in dolce compagnia... ;)

    Insomma: se vi capita, vedetelo.


    Eccellenza


    Tempo fa diedi su un forum la seguente risposta ad un topic "elenca tre cose per cui valga la pena vivere".

    1) Eccellenza
    2) Autocoscienza
    3) Rapporti umani

    Sulle ultime due elaborerò in altra sede, forse. Sulla prima, visto che è al primo posto nella mia scala di valori, e visto che da qualche tempo se ne fa un gran parlare con il mio fratellone Jix, spenderei qualche parola in questa sede. Sperando di non risultare eccessivamente noioso.

    Ho 31 anni. Di occasioni per fare cose magnifiche ne ho perse tante, ormai.
    Mi conosco un po' (vedi punto due) e so in quali campi sono dotato e in quali carente.
    Sono paraculo: ho sempre cercato di evitare quelle attività in cui non sono portato (o credo di non esserlo) e di non entrare nelle competizioni in cui so di non poter vincere, o quantomeno gareggiare ad armi pari o meglio ancora con un leggero vantaggio. Mi si potrebbe dare del pusillanime. In realtà amo la mia (poca) autostima e non voglio colpirla più duramente di quanto la vita media di una persona media quale ahimé sono farebbe comunque.
    Sempre il buon JiX mi definì una volta "power user di ogni cosa". Mai definizione fu più azzeccata: sono anche quello che qualsiasi cosa faccia, sia essa un hobby, il frequentare una persona, un interesse, un lavoro, deve nel giro del minor tempo possibile investirci un botto di risorse psico/fisico/economiche (nel limite di quel che mi è possibile) per tentare di tirar fuori il massimo nel minimo tempo possibile. Poi invariabilmente mi stanco e vado in saturazione e mollo tutto. Ma tant'è.

    Con tutti questi difetti di cui sopra, che metto in bella mostra e che non ho mai nascosto, c'è una cosa cui non smetterò mai di adire: l'eccellenza.
    Eccellenza non significa eccellere in senso assoluto. Significa ricercare il massimo dle risultato, nel più breve tempo possibile, con tutti gli sforzi atti a cercare questo risultato, in ogni cosa. Senza accontantarsi. Senza consolarsi. Senza accettare la mediocrità. Eccellenza quindi come eccellere in senso soggettivo: dare il meglio che si ha, a volte anche di più (a volte anche più di quel che ci si può permettere) per raggiungere i proprio limiti soggettivi, o imposti dal mezzo.
    Ovvio che qualsiasi cosa farai, ci sarà sempre qualcuno che la fa meglio di te. Questa non è una buona ragione per impegnarsi di meno. Se mai, di più.
    Come dire: se devi fare o scegli di fare una cosa, devi farla al meglio del tuo potenziale. Se no, lascia perdere.

    Questo giochino può diventare molto pericoloso.
    Quando si arriva ad una certa età, con certi limiti che cominciano ad essere imposti da condizioni esogene ed endogene quali condizione fisica, responsabilità, limiti economici, 24 ore e basta da vivere ogni giorno, si corre il rischio di rimanere delusi. Si comincia a trovare appetibile l'ipotesi di stabilire traguardi più ragionevoli, risultati più facilmente raggiungibili e mantenibili. Una bella tentazione sì.

    Ma col cazzo che cedo.

    Headbanging

    Primo headbanger del 2008.
    Tutto per voi...

    Fear Factory - Linchpin